Anfiteatro di Riace Mimmo Lucano
Mimmo Lucano a Riace nell'anfiteatro

 

Un impegno comune per un mondo più giusto

La proposta di cittadinanza onoraria per Maysoon Majidi e la presenza di Mimmo Lucano a Catanzaro hanno messo in luce l'importanza della solidarietà e della lotta per i diritti umani. In un mondo in cui le disuguaglianze continuano a crescere e i diritti fondamentali vengono spesso violati, figure come Lucano e Majidi rappresentano un faro di speranza e un modello di resistenza.

La cittadinanza onoraria per Maysoon Majidi, se concessa, non sarà solo un tributo a una donna straordinaria, ma un segnale al mondo intero: la lotta per la giustizia e i diritti umani non conosce confini, e ogni comunità ha il dovere di sostenere chi si batte per un futuro migliore per tutti.

Durante il processo riguardante Maysoon Majidi, combattente per i diritti umani e simbolo di resistenza, Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace noto per il suo modello di accoglienza dei migranti, ha fatto delle dichiarazioni che hanno lasciato un segno profondo non solo nella corte, ma anche nell'opinione pubblica. Le sue parole hanno rievocato un episodio apparentemente semplice, ma profondamente significativo, che parla della forza della solidarietà silenziosa, un tema ricorrente nel percorso di vita e nelle battaglie di Lucano stesso.

Lucano ha iniziato il suo racconto affermando: "Vorrei raccontarvi un episodio, non so come definirlo." Con queste parole ha voluto aprire una finestra su una storia che, come egli stesso ha sottolineato, non ha fatto "clamore", ma che racchiude in sé il potere straordinario degli atti di gentilezza e di aiuto reciproco che spesso passano inosservati, ma che rappresentano l’essenza della vera solidarietà umana.

L'episodio: una famiglia in cerca di speranza

Lucano ha raccontato che ieri mattina una donna si è presentata al Villaggio Globale – una delle strutture di accoglienza da lui fondate – insieme ai suoi tre figli, il più grande dei quali aveva solo sette anni. La famiglia proveniva da Padova e si era recata a Riace in cerca di aiuto. Ma ciò che ha reso la storia speciale non è stato tanto il loro arrivo, quanto il contesto che lo ha reso possibile.

Lucano ha spiegato che il viaggio di quella famiglia era stato pagato da un poliziotto. Un gesto tanto sorprendente quanto commovente. Il poliziotto, infatti, aveva anche scritto un biglietto, un piccolo messaggio di speranza in cui invitava la famiglia a recarsi da Mimmo Lucano, sapendo che lì avrebbero trovato accoglienza. Il poliziotto, ha detto Lucano, era consapevole delle difficoltà che quella madre e i suoi figli stavano affrontando e ha deciso di aiutarli, non con parole o promesse, ma con un gesto concreto: offrire loro i mezzi per raggiungere un luogo dove avrebbero potuto trovare sicurezza e protezione.

Un gesto di solidarietà silenziosa

Lucano ha riflettuto su quanto questo gesto fosse significativo, soprattutto perché si è trattato di un atto compiuto nell’ombra, senza la ricerca di visibilità o di riconoscimenti. Ha voluto sottolineare come la solidarietà, quella vera, non abbia bisogno di fare rumore o di essere messa sotto i riflettori. Spesso, i gesti più significativi sono quelli che non cercano il plauso, ma che nascono da una profonda empatia e da un desiderio genuino di aiutare gli altri.

"Ha fatto un bel gesto il poliziotto", ha detto Lucano. La sua ammirazione era evidente, ma non era rivolta solo all’atto in sé, quanto all'intenzione che lo sottendeva. Il poliziotto non aveva bisogno di fare sapere a nessuno ciò che aveva fatto, ma il suo gesto aveva cambiato la vita di una famiglia in difficoltà. Questo, ha sottolineato Lucano, è il vero significato della solidarietà: un atto che non cerca ricompense o riconoscimenti, ma che fa nascere la speranza.

Un appello a far emergere la solidarietà

Nel suo discorso, Lucano ha anche rivolto un appello affinché quel poliziotto, autore di un gesto così straordinario, trovasse il coraggio di "metterci il volto". Non perché Lucano volesse portare l'attenzione su quella singola azione, ma perché voleva dimostrare come esistano persone che, anche nelle istituzioni spesso criticate, scelgono di agire con umanità e solidarietà.

"Vorrei che lui ora ci mettesse il volto", ha ripetuto Lucano, quasi come un invito a tutti coloro che compiono atti di benevolenza in silenzio a non vergognarsi di far conoscere la loro storia. Il poliziotto ha agito seguendo un senso di giustizia e solidarietà, valori che Lucano ha sempre sostenuto nel suo lavoro di accoglienza dei migranti. In un'epoca in cui spesso prevale la retorica della chiusura e della paura dell'altro, Lucano ha voluto mettere in luce la possibilità che gesti di umanità possano provenire da qualsiasi ambito, anche da chi lavora nelle forze dell'ordine.

Il significato della speranza

Mimmo Lucano ha concluso il suo racconto con un messaggio di speranza. "Ha fatto un gesto che fa nascere la speranza", ha ripetuto. Queste parole riassumono il cuore del messaggio di Lucano: che la speranza può nascere anche nei momenti più bui, grazie a piccoli gesti di solidarietà che, pur se silenziosi, hanno il potere di cambiare la vita delle persone.

In un mondo in cui la paura e l'ostilità verso il diverso sembrano spesso prevalere, Lucano ha voluto ricordare che esiste ancora spazio per l’empatia e per l’accoglienza. Il gesto del poliziotto è stato un atto che ha sfidato le convenzioni, dimostrando che anche in un sistema complesso come quello delle istituzioni, ci sono persone pronte a sostenere chi è in difficoltà.

La speranza, secondo Lucano, non nasce necessariamente da grandi gesti o da azioni plateali. Può nascere da un biglietto scritto con poche parole, da un viaggio pagato per chi non ha i mezzi per farlo, da un poliziotto che, anziché chiudere la porta, decide di aprirla, offrendo una possibilità.

L'importanza della solidarietà nei momenti di crisi

L'episodio raccontato da Lucano si inserisce in un contesto più ampio, quello delle politiche migratorie e dell'accoglienza, temi che hanno segnato profondamente il percorso del sindaco di Riace. Lucano ha sempre sostenuto che la soluzione alle crisi migratorie non risiede nella chiusura o nella repressione, ma nell'accoglienza e nella solidarietà.

La vicenda della famiglia proveniente da Padova e aiutata da un poliziotto rappresenta un microcosmo di ciò che potrebbe essere un modello di accoglienza basato sulla collaborazione e sulla comprensione reciproca. Il poliziotto, in questo caso, ha agito fuori dagli schemi abituali, compiendo un gesto che ha dimostrato come la solidarietà possa attraversare le barriere istituzionali e ideologiche.

Lucano ha sempre creduto che sia possibile costruire una società migliore, basata su valori come l'uguaglianza, la giustizia e il rispetto per tutti gli esseri umani. Il suo lavoro a Riace è stato un tentativo concreto di mettere in pratica questi ideali, offrendo a migliaia di persone la possibilità di ricostruire la propria vita in un ambiente di accoglienza e integrazione.

Un messaggio di umanità

Le dichiarazioni di Mimmo Lucano durante il processo di Maysoon Majidi non sono state solo un racconto di un episodio commovente, ma anche un promemoria potente del potere trasformativo della solidarietà. Il suo appello affinché il poliziotto "metta il volto" sul gesto compiuto non è tanto un invito a cercare visibilità, quanto un invito a celebrare l'umanità che ancora resiste nelle pieghe della nostra società.

Lucano ha voluto sottolineare che la vera solidarietà non ha bisogno di essere urlata o di ricevere riconoscimenti. Essa si manifesta nei piccoli gesti che, silenziosamente, costruiscono un mondo migliore. E, in un'epoca in cui la divisione e l'indifferenza sembrano spesso prevalere, Lucano ci ricorda che esistono ancora persone disposte a tendere la mano, a offrire aiuto e a seminare speranza, anche nei luoghi e nei momenti più inaspettati.