Vini di Terre di Cosenza protagonisti su TG5 Gusto, eredità millenaria tra tradizione e innovazione
L’attenzione di TG5 Gusto e il valore del territorio e le sue eccellenze enogastronomiche

La storia millenaria della viticoltura cosentina
La cultura del vino nella provincia di Cosenza affonda le sue radici in epoche lontane, risalendo fino all’VIII secolo a.C., quando la colonia greca di Sibari divenne un centro nevralgico per il commercio del vino. Nel corso dei secoli, generazioni di famiglie si sono dedicate alla coltivazione delle vigne, fino ad arrivare agli anni Trenta del Novecento, periodo in cui iniziò la valorizzazione di vitigni autoctoni come il Magliocco Dolce e il Pecorello. Da allora, questi vitigni sono stati affiancati a varietà internazionali come il Cabernet e lo Chardonnay, fino ai giorni nostri, in cui si è assistito a una nuova espansione con l’impianto di Greco Nero e Brettio accanto al Riesling.
Proprio il Magliocco Dolce è oggi il vitigno più rappresentativo del territorio. Una varietà difficile da coltivare e da domare, caratterizzata da tannini importanti e un'elevata concentrazione di antociani, che conferiscono ai vini una straordinaria longevità. I vini ottenuti da questo vitigno richiedono tempo e cura prima di essere immessi sul mercato, riflettendo la filosofia della viticoltura cosentina: pazienza e rispetto per la natura. Il territorio, un autentico paradiso di biodiversità, alterna vigneti a coltivazioni tradizionali come il fico dottato e uliveti di cultivar pregiate, come la Carolea e la Roggianella.
Nonostante la viticoltura della zona sia millenaria nella sua tradizione, la produzione moderna della DOP Terre di Cosenza è relativamente giovane. Le aziende che oggi rappresentano questa denominazione hanno al massimo venti o venticinque anni di attività, un tempo breve nel mondo vitivinicolo, ma sufficiente per ottenere importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
L’attenzione di TG5 Gusto e il valore del territorio
Come evidenziato dalla rubrica Gusto del TG5, curata dal giornalista Gioacchino Bonsignore, il quale è spesso presente in Calabria per raccontare le eccellenze enogastronomiche della regione, i vini della DOP Terre di Cosenza rappresentano un patrimonio da valorizzare. Nell’ambito del servizio, Bonsignore ha intervistato Demetrio Stancati, presidente della DOP Terre di Cosenza, che ha illustrato le peculiarità di questo territorio vitivinicolo.

Situata a 600 metri sul livello del mare, alle pendici della Sila, la provincia di Cosenza offre un panorama mozzafiato che si estende fino al Pollino e ai paesi della Valle del Crati. Le valli, le montagne e la composizione geologica del suolo – tra il granito della Sila e il calcare del Pollino – creano un ambiente pedoclimatico ideale per la viticoltura. L’influenza dei venti provenienti dal Mar Tirreno, unita alle marcate escursioni termiche, conferisce freschezza alle uve e una mineralità inconfondibile ai vini.
L’adozione della coltivazione biologica è un ulteriore segno distintivo di qualità e autenticità, in un ecosistema straordinario che un tempo apparteneva all’antica Enotria. La DOP Terre di Cosenza è suddivisa in sette sottozone, ognuna con caratteristiche uniche, garantendo vini dal profilo organolettico inconfondibile, capaci di raccontare storie di miti e leggende, mai dimenticati in questa terra ricca di tradizione e passione.