Mimmo Lucano nell'aerea della tendopoli di San Ferdinando
Mimmo Lucano nell'aerea della tendopoli di San Ferdinando

Mimmo Lucano è tornato oggi lunedì 3 marzo alla baraccopoli di San Ferdinando, dove continua la sua battaglia per denunciare le condizioni disumane in cui vivono centinaia di migranti-braccianti. Al presidio-denuncia, insieme a lui, hanno partecipato partecipano figure di spicco come l'onorevole Peppino Lavorato, padre Alex Zanitelli, don Pino Demasi, il vescovo Giancarlo Bregantini e il sindaco di San Ferdinando Gianluca Gaetano. C'è anche una delegazione della CGIL del Molise, guidata da Michele Petraroia, e Nino Quaranta, promotore di progetti di agricoltura solidale. Con loro, numerosi attivisti per i diritti umani chiedono, a gran voce, soluzioni umane e dignitose per chi, ogni giorno, garantisce cibo sulle nostre tavole e sostiene l'intero comparto agricolo.

Un grido di giustizia per i braccianti


Questa mobilitazione sottolinea che dietro queste persone ci sono diritti da rispettare, non possono più essere ignorate,  “è inaccettabile che, in una terra con così tanto patrimonio edilizio inutilizzato, esistano ancora queste realtà degradate che sono veri e propri inferni”. 

Un messaggio di accoglienza e integrazione


Mimmo Lucano ha già mostrato la via a Riace, dimostrando che l'accoglienza deve essere integrazione e non ghetto, dove le persone rimangono vulnerabili e alla mercé della delinquenza. La sua presenza, insieme a quella di tanti attivisti, è un chiaro messaggio: “non possiamo rassegnarci a questa realtà. Chiunque voglia unirsi a questa battaglia per i diritti umani è il benvenuto”.