"Rimborsopoli", richieste di condanna pesanti per gli ex consiglieri regionali
Le ipotesi di reato contestate spaziano dal peculato al falso

Si alza il sipario sulle richieste di pena nell'ambito del processo scaturito dall'inchiesta 'Rimborsopoli', che ha acceso i riflettori sui presunti illeciti nella gestione dei rimborsi ai gruppi consiliari del Consiglio regionale della Calabria.
Le condanne richieste
Il sostituto procuratore Pozzati ha avanzato richieste di condanna per tutti gli ex consiglieri regionali coinvolti, con pene comprese tra i 3 e i 5 anni di reclusione. Le ipotesi di reato contestate spaziano dal peculato al falso, con l’accusa che i consiglieri abbiano ottenuto rimborsi illegittimi per spese non previste dalla normativa regionale vigente.
L'indagine
L'indagine si concentra sul periodo tra il 2010 e il 2012, e le richieste più severe riguardano gli allora capigruppo in Consiglio regionale. Tra gli imputati figurano nomi di rilievo appartenenti a diversi schieramenti politici, alcuni dei quali attualmente presenti in Parlamento. Tra i nomi coinvolti spiccano quelli di Nucera, Tripodi, Loiero, Principe, Adamo, Guccione e Ciconte. L’inchiesta 'Rimborsopoli' rappresenta uno dei più rilevanti scandali politici nella recente storia calabrese, ponendo ancora una volta l’attenzione sulla gestione dei fondi pubblici e sull’integrità delle istituzioni.
Il processo prosegue, e l’attesa per le sentenze definitive resta alta.