fagioli
Presidi Slow food

La Calabria slow food: il valore dei presidi 
 

La presenza di Slow Food in Calabria ha radici profonde, con un impegno costante nel valorizzare il patrimonio agroalimentare locale. Fin dagli anni '90, questa organizzazione ha sostenuto le comunità agricole della regione, promuovendo metodi di produzione sostenibili e salvaguardando antiche tradizioni culinarie. Grazie al lavoro di produttori, agricoltori e artigiani, oggi la Calabria può vantare numerosi Presìdi Slow Food che proteggono la biodiversità e offrono ai consumatori prodotti genuini e di alta qualità.

Il valore dei presidi Slow Food in Calabria

Il valore dei presidi Slow Food in Calabria

I fagioli di Cortale: un'eccellenza slow food


Nel comune di Cortale e nelle zone limitrofe, si coltivano diverse varietà di fagiolo riconosciute come Presidio Slow Food per la loro unicità e qualità. Tra queste, la Reginella bianca, detta "ammalatèddha", è una varietà delicata, la Reginetta gialla è nota per il suo colore distintivo, la Cannellina bianca, conosciuta come "rognonella", prende il nome dalla sua forma simile a un rene, mentre la Cocò gialla, detta anche "limunìdu", è caratterizzata dal colore giallo intenso. Infine, la Cocò bianca è apprezzata per il sapore delicato. Questi fagioli si distinguono per la loro buccia sottile, la polpa saporita e la facilità di cottura, rendendoli altamente digeribili. La loro coltivazione segue metodi tradizionali, preservando un'eredità agricola che rischiava di scomparire.

Presìdi slow food in Calabria

Oltre ai Fagioli di Cortale, la Calabria vanta numerosi altri Presìdi Slow Food che valorizzano le eccellenze del territorio. Tra questi troviamo la Pruna di frati di Terranova, una varietà di susina selezionata nel XVI secolo dai monaci benedettini di Terranova Sappo Minulio; le Piparelle di Villa San Giovanni, biscotti secchi a base di mandorle e spezie tipici della tradizione dolciaria locale; il Gammune di Belmonte, un salume tradizionale prodotto a Belmonte Calabro, apprezzato per la sua lavorazione artigianale; il Pomodoro siccagno di Zagarise, una varietà coltivata senza irrigazione con un sapore intenso e autentico; il Fagiolo poverello bianco, un legume tipico delle zone montane con buccia sottile e polpa cremosa; il Caciocavallo di Ciminà, un formaggio a pasta filata prodotto con latte vaccino crudo e stagionato secondo la tradizione; il Capocollo azze anca grecanico, un salume tipico dell'area grecanica aromatizzato con spezie locali; l'Arancia Belladonna di San Giuseppe, una varietà di arancia dolce e succosa coltivata nel territorio di San Giuseppe; il Pecorino del Monte Poro a latte crudo, un formaggio ovino prodotto sull'altopiano del Monte Poro con stagionatura su tavole di legno; il Moscato al governo di Saracena, un vino passito dolce ottenuto con un'antica tecnica di vinificazione nel comune di Saracena; e la Razza podolica calabrese, un bovino autoctono allevato allo stato brado noto per la qualità delle sue carni.

L'importanza dei presìdi slow food per la Calabria


Questi Presìdi rappresentano il cuore pulsante della tradizione gastronomica calabrese, testimoniando l’impegno di Slow Food nel preservare e valorizzare le eccellenze locali. Il lavoro degli agricoltori, allevatori e produttori artigianali è fondamentale per mantenere in vita le pratiche agricole tradizionali, garantendo prodotti di alta qualità e sostenibili. La Calabria, con il suo ricco patrimonio agroalimentare, continua a essere un punto di riferimento per chi ama il cibo autentico e rispettoso dell’ambiente. Il sostegno ai Presìdi Slow Food non è solo un modo per tutelare il passato, ma anche un'opportunità per costruire un futuro più sostenibile per l’agricoltura e la gastronomia calabrese.