Indagini sul caso dei fratellini maltrattati a Paola: incidente probatorio fissato per il 6 marzo
Il gip accoglie la richiesta dei difensori di Giovanni Fiore, principale indagato, per ascoltare le testimonianze dei minori coinvolti nella vicenda

Proseguono le indagini sull'inquietante caso giudiziario che riguarda i fratellini maltrattati a Paola. Il gip del tribunale della cittadina del tirreno cosentino ha accolto la richiesta di incidente probatorio proposta dai difensori di Giovanni Fiore, principale indagato della vicenda. Gli avvocati Cristian Cristiano e Pasquale Filippelli hanno presentato l’istanza al giudice Carla D’Acunzo, che ha emesso un’ordinanza di ammissione dell’incidente probatorio, che si terra il prossimo 6 marzo.
I gravi maltrattamenti nei confronti dei minori
Ricordiamo che i presunti maltrattamenti sarebbero avvenuti tra il mese di dicembre 2024 e gennaio 2025, fino al giorno 31, dove i due bimbi sono stati ricoverati per gravi lesioni nell'ospedale Annunziata di Cosenza. Giovanni Fiore, in concorso con la compagna Andrea Calabria e la nonna materna Anna Maria Lo Piano, secondo la procura di Paola, avrebbe percosso in varie parti del corpo i due fratellini, e nessuna delle due donne è intevenuta per impedire quanto accaduto. Dopo le dimissioni dal nosocomio bruzio i due fratellini sono stati affidati alla nonna paterna, ma la procura dei minori di Catanzaro ha presentato ricorso.
La richiesta dell'incidente Probatorio
L’ordinanza sottolinea la necessità di valutare attentamente, alla luce dell’età e delle esperienze passate, la capacità dei due fratellini di rappresentare in modo accurato gli eventi. Le loro testimonianze, infatti, avranno un'importanza decisiva nell’ambito dell’indagine, contribuendo in maniera significativa alla ricerca della verità processuale.
Il provvedimento evidenzia anche la necessità di raccogliere le dichiarazioni dei minori prima dell'eventuale dibattimento, in quanto tali dichiarazioni costituiranno una prova fondamentale nella fase successiva del processo. L'obiettivo è garantire che le testimonianze siano genuine e che i minori possiedano ancora la capacità di ricordare i fatti, considerando che, a causa della loro giovane età, tre e due anni, il trascorrere del tempo potrebbe indebolire il ricordo, con il rischio che vengano influenzati o sottoposti a condizionamenti.