Il mistero dell’eredità di Vattimo: tra eredi inattesi e tesori scomparsi
La questione dell’eredità del filosofo Gianni Vattimo, tra legami familiari ritrovati, beni mancanti e il desiderio di preservare il suo lascito culturale.

Il mistero dell’eredità di Vattimo
La questione dell'eredità del filosofo Gianni Vattimo, figura centrale del pensiero contemporaneo, si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la sentenza che aveva escluso Simone Caminada, compagno di vita del filosofo, dichiarandolo indegno di succedere e destinando i beni a due cugine di secondo grado, è emersa una nuova erede: Rita Vattimo, 89 anni, residente a Cetraro, cugina di primo grado del celebre intellettuale.
La legittima erede
Rita Vattimo, rappresentata legalmente dal nipote e avvocato Emilio Enzo Quintieri, è già entrata in possesso dell'eredità, che include lo storico appartamento di via Po a Torino. La parentela è stata confermata dal legale, che ha ricostruito le radici calabresi della famiglia Vattimo. Michele Vattimo, padre di Rita e fratello di Raffaele, il padre di Gianni, rimase a Cetraro mentre Raffaele si trasferì a Torino nel 1925 per lavoro come agente di custodia. A Torino, Raffaele sposò Rosa Richiero, madre di Gianni Vattimo e originaria di Pinerolo.
Un’eredità con assenze significative
L'eredità, inizialmente destinata a due cugine di secondo grado, è stata riassegnata alla legittima erede, che non era a conoscenza dell'esistenza delle altre due donne e, a sua volta, era sconosciuta a loro. Tuttavia, il patrimonio lasciato dal filosofo presenta alcune mancanze significative. Nell’appartamento di via Po non sono più presenti gli abiti che Vattimo avrebbe voluto destinare alla chiesa di San Filippo Neri, così come mancano diversi oggetti personali di valore, tra cui orologi, quadri e il famoso taccuino di Fidel Castro, simbolo importante del suo percorso intellettuale.
Il destino dei libri di Vattimo
Nonostante queste assenze, molti libri del filosofo sono ancora presenti. Rita Vattimo ha espresso la volontà di donarli al dipartimento di Filosofia dell'università, con l'auspicio che un'aula venga intitolata in memoria del cugino. Un’altra possibilità è rappresentata dall’Università di Barcellona, con cui Vattimo aveva costruito solidi rapporti durante la sua carriera accademica.
La complessità dell’eredità di Vattimo
Questa vicenda, che intreccia dinamiche familiari e legali, non si limita alla distribuzione del patrimonio materiale, ma riflette il desiderio di preservare l’eredità culturale e intellettuale di uno dei più influenti filosofi contemporanei.