Oliverio: “Nessuno può cacciarmi dal Pd. Il Commissario non è né il Padreterno né il proprietario del Pd".

“Se ci sono altri candidati si va alle primarie, altrimenti la mia candidatura, che finora è l'unica, rimane in campo. Se ci sono altre candidature, si rendano note e si valutino. Fino ad oggi non ho ancora visto altre candidature. Da mesi sto lavorando alle liste coinvolgendo le comunità, i territori, le forze vive della società calabrese. Sto andando in ogni luogo dove vengo invitato. Anche nel mese di agosto, anzicchè andare in vacanza, ho preferito incontrare le comunità e i cittadini calabresi come ho fatto, peraltro, nel corso di questi anni al governo della Regione. Preferisco ascoltare e confrontarmi con loro e discutere di quanto di positivo o di negativo abbiamo realizzato in questi anni. Dappertutto registro una larghissima partecipazione e una grande attenzione che, in qualche modo, mi gratifica e mi spinge ad andare avanti e ad impegnarmi ancora di più”. Alla richiesta di un commento sulla scelta di Matteo Renzi di uscire dal Pd, Oliverio ha risposto: “E’ una scelta che si annunciava da tempo, covava nel ventre del Pd da diverso tempo. Non è una sorpresa, quindi. Certamente bisognerà capire i contenuti, il progetto che Renzi intende porre a base di questa sua iniziativa. Io ritengo che il centrosinistra debba tenere la barra dritta e costruire unità. Le alleanze sono un’altra cosa; guai a pensare che un’alleanza possa sostituire una coesione di un campo, perché poi ci si troverebbe non con sorprese ma con risultati amari. Abbiamo assolutamente bisogno di evitare le ubriacature delle stagioni e i populismi. Dobbiamo contrastare la destra, ma la destra si contrasta con un progetto di alleanza chiaro e, soprattutto, si contrasta dando risposte concrete ai problemi della gente. E’ stato giusto dar vita a questo nuovo governo per contrastare la deriva della destra sovranista, ma la sfida vera sono le risposte che si sarà in grado di dare ai bisogni della società italiana e soprattutto del Sud e della Calabria, perché è su questo terreno che si vince o si perde il confronto con la destra. È su questo terreno che bisogna misurarsi e non sulle alchimie. Le alleanze devono essere il frutto di processi, di convergenze su contenuti e obiettivi chiari e sulla capacità di dare risposte ai problemi. Se ciò non dovesse avvenire passerà poco tempo e le derive, ancora più aggravate da una destra sempre in agguato, potrebbero far pagare prezzi salati all’Italia e alla Calabria. Le alleanze si costruiscono non attraverso un’automatica trasposizione di accordi dal centro alle periferie, ma partendo dai processi reali che si costruiscono nella società. Vedo che c’è una rincorsa spasmodica alle alleanze con i Cinquestelle e poi registro risposte dei Cinquestelle che sono davvero offensive. Anche questo signore, che è alla guida della Commissione Antimafia e che si permette di fare il moralista e di impartire lezioni di moralismo e di etica agli altri senza mai guardarsi allo specchio, facendosi scudo della funzione che riveste, dovrebbe valutare meglio e dare maggiore peso delle parole prima di esprimerle. Io credo che una delle questioni che più deve starci a cuore è difendere l’autonomia della politica dall'ingerenza di altri poteri. Bisogna contrastare la criminalità e l’illegalità, ma non essere mai succursali dei palazzi di giustizia. La giustizia deve avere una sua dimensione autonoma e non avvalersi di coloro che ogni giorno vanno a prendere ordini. Coloro che prendono ordini e direttive di solito hanno i carboni bagnati". "Chi ha le carte in regole, chi ha una dimensione etica e agisce nella funzione pubblica con onestà e trasparenza e non ha i carboni bagnati -ha concluso Oliverio- dice le cose come le pensa, naturalmente nel rispetto dei ruolo, e le dice anche quando è oggetto di iniziative che non sono fondate sulla verità, com’è avvenuto per la mia vicenda, sulla quale la Corte di Cassazione ha avuto modo di esprimere un giustizio netto”.