Operazione Crypto droga sequestrata
Operazione Crypto droga sequestrata

Nel settembre 2021, le forze dell'ordine italiane hanno portato a termine l'Operazione "Crypto", un'importante azione contro la 'ndrangheta che ha portato all'arresto di 57 affiliati a potenti clan calabresi, tra cui i Bellocco, i Piromalli, i Molè, i Pesce e i Cacciola-Certo-Pronestì. Questa operazione ha svelato un sofisticato sistema di comunicazioni criptate utilizzato dalla criminalità organizzata per gestire traffici internazionali di droga e riciclaggio di denaro.​

Le indagini preliminari e l'origine dell'operazione

L'Operazione "Crypto" è il risultato di un'approfondita attività investigativa avviata nel 2017 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro e dallo SCICO di Roma, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Le indagini hanno avuto origine dall'operazione "Gerry" del 2017, che aveva già smantellato una complessa organizzazione criminale composta da vertici delle cosche Molè-Piromalli e Pesce-Bellocco, operanti rispettivamente a Gioia Tauro e Rosarno. 

Operazione Crypto soldi sequestrati
Operazione Crypto soldi sequestrati

Il modus operandi: comunicazioni criptate e traffico di cocaina

Le indagini hanno rivelato che gli affiliati alla 'ndrangheta utilizzavano dispositivi di comunicazione criptati, noti come criptofonini, per coordinare le attività illecite. Questi strumenti, basati su tecnologie di crittografia avanzate, garantivano comunicazioni sicure e difficilmente intercettabili dalle forze dell'ordine. In particolare, l'azienda No.1 Business Communication (No1BC) forniva questi dispositivi a diverse organizzazioni criminali, tra cui la 'ndrangheta, la camorra e clan albanesi, facilitando la gestione del traffico internazionale di droga.

Operazione Crypto armi 

Grazie a queste tecnologie, i clan gestivano l'importazione di ingenti quantità di cocaina dal Nord Europa e dalla Spagna verso l'Italia, utilizzando canali di comunicazione criptati per organizzare le spedizioni e distribuire la droga sul territorio nazionale. ​

Risultati dell'operazione: arresti e sequestri

L'Operazione "Crypto" ha portato all'esecuzione di 57 misure cautelari, con 43 arresti in carcere e 14 agli arresti domiciliari, in diverse regioni italiane, tra cui Calabria, Sicilia, Piemonte, Puglia, Campania, Lombardia e Valle d'Aosta. Sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 3,7 milioni di euro. Tra gli arrestati figurano esponenti di spicco delle cosche della 'ndrangheta del Reggino, evidenziando la pervasività dell'organizzazione criminale nel traffico internazionale di stupefacenti. ​

Implicazioni e sviluppi futuri

L'uso di dispositivi di comunicazione criptati da parte della 'ndrangheta rappresenta una sfida crescente per le forze dell'ordine. La capacità delle organizzazioni criminali di adottare tecnologie avanzate per eludere le intercettazioni sottolinea la necessità di aggiornare continuamente le strategie investigative. Operazioni come "Crypto" dimostrano l'efficacia della cooperazione internazionale e dell'innovazione tecnologica nella lotta contro la criminalità organizzata.​

La scoperta di reti di comunicazione criptate utilizzate dalla 'ndrangheta evidenzia l'importanza di monitorare e contrastare l'evoluzione tecnologica delle organizzazioni criminali. Le autorità continueranno a sviluppare strumenti e metodologie per intercettare e decifrare queste comunicazioni, al fine di prevenire e reprimere attività illecite su scala internazionale.