Tropea
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Il “Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile 2023-2025” della Calabria traccia un quadro ambizioso per il rilancio del turismo regionale, puntando su strategie di marketing, digitalizzazione e valorizzazione delle risorse territoriali. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: quanto di questo piano si traduce in realtà concreta e quali sono le criticità che emergono dalla sua attuazione?

I tre pilastri del documento

Il documento evidenzia tre pilastri principali: genuinità, unicità e tutela dell'ambiente. Il turismo balneare rimane il perno dell'offerta regionale, mentre si parla di diversificazione attraverso il turismo culturale, enogastronomico ed esperienziale. L'obiettivo è attrarre visitatori stranieri e destagionalizzare i flussi turistici. Ma è davvero così?

Calabria in fondo per arrivi turistici

Secondo i dati riportati nel piano, la Calabria si posiziona quart'ultima in Italia per numero di arrivi turistici, con un'incidenza di visitatori stranieri estremamente bassa (15% contro il 30-40% di altre regioni del Sud). La Regione continua a essere percepita come una destinazione limitata al turismo balneare e non riesce a capitalizzare pienamente su altri segmenti come quello culturale ed enogastronomico. La Puglia e la Sicilia, indicate come benchmark di riferimento, hanno registrato un numero di arrivi fino a tre volte superiore a quello della Calabria. Questo evidenzia come, nonostante le potenzialità e le azioni messe in campo, il gap con le altre regioni non si stia colmando.

Nel 2023 spesi oltre 12 milioni di euro

Nel 2023 sono stati spesi oltre 12 milioni di euro in interventi di promozione turistica, partecipazione a fiere e miglioramenti delle infrastrutture turistiche. Tuttavia, la domanda resta: questi fondi sono stati investiti in modo strategico? Analizzando le voci di spesa emerge che una parte considerevole è stata destinata alla partecipazione a fiere nazionali e internazionali, senza peraltro una chiara strategia di follow-up per trasformare i contatti in reali flussi turistici verso la Calabria. Un altro investimento significativo è stato fatto nella promozione attraverso campagne pubblicitarie e influencer marketing, ma senza un monitoraggio trasparente dei risultati e dell'effettivo ritorno sugli investimenti. D'altra parte, le infrastrutture turistiche hanno ricevuto solo una frazione delle risorse, senza interventi strutturali significativi su trasporti e accessibilità, che rappresentano uno dei principali ostacoli alla crescita del settore in Calabria. Nonostante le criticità infrastrutturali, come la carenza di collegamenti ferroviari efficienti e la scarsa connettività con gli aeroporti internazionali, gli investimenti per il miglioramento della mobilità turistica sono stati marginali.

“Family Hotel” sono davvero priorità?

Uno degli aspetti più critici riguarda il supporto alle strutture ricettive. Il piano prevede finanziamenti per la creazione di "Family Hotel", con un investimento minimo di 400.000 euro per struttura. Ma è realmente questa la priorità? I piccoli operatori turistici, che rappresentano il cuore pulsante dell'ospitalità locale, sembrano tagliati fuori da questi finanziamenti, che favoriscono strutture già esistenti e con disponibilità finanziarie significative.

“Calabria straordinaria” e i problemi di Rete

La digitalizzazione e il marketing turistico sono centrali nel piano, con l'intento di migliorare la visibilità della Calabria nei mercati internazionali. Tuttavia, la scarsa integrazione tra il portale ufficiale "Calabria Straordinaria" e le principali piattaforme di prenotazione turistica (Ota) rappresenta un punto debole. Il piano prevede collaborazioni con blog di viaggio e influencer, ma senza una strategia chiara per misurarne l'efficacia. Inoltre, se il problema principale della Calabria è l'accessibilità e la mancanza di connessioni aeree dirette con i principali mercati esteri, le campagne di promozione digitale rischiano di essere un investimento poco produttivo.

Pochi fondi per il turismo delle radici

Il piano riconosce la necessità di diversificare l'offerta turistica e di valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico della regione. Tuttavia, l'attuazione concreta di queste idee è carente. I fondi destinati alla valorizzazione del turismo delle radici, enogastronomico e naturalistico sono limitati rispetto a quelli destinati a eventi e fiere, che spesso generano un impatto limitato sul lungo periodo. Un'altra criticità riguarda la governance del piano: la mancanza di un vero e proprio monitoraggio dei risultati impedisce di valutare l'effettiva efficacia delle iniziative finanziate. Sebbene il “Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile 2023-2025” ponga obiettivi condivisibili e delinei strategie interessanti, la sua attuazione lascia aperti molti interrogativi.

Calabria ancora penalizzata

La Calabria continua a essere penalizzata da un'offerta turistica poco diversificata, da problemi infrastrutturali e da una strategia di marketing che fatica a imporsi a livello internazionale. Inoltre, la distribuzione dei fondi appare sbilanciata verso grandi eventi e iniziative di comunicazione, mentre le piccole realtà locali, che potrebbero realmente contribuire alla crescita sostenibile del turismo, ricevono un supporto insufficiente. Resta da chiedersi: il piano è davvero pensato per trasformare la Calabria in una destinazione turistica di primo piano, o si limita a riproporre vecchie logiche senza affrontare le reali criticità del settore?