Striscia la Notizia in visita a Cetraro: il caso Franco Muto e la ‘ndrangheta nel paese cosentino
L'inviato Michele Macrì è stato aggredito con schiaffi e spintoni

Il programma satirico Striscia la Notizia ha dedicato un servizio speciale alla città di Cetraro, in provincia di Cosenza. L’inviato Michele Macrì è stato nel paese cosentino con il suo "metro anti ‘ndrangheta", per investigare sulla percezione della criminalità organizzata da parte degli abitanti locali. Il focus del servizio è legato alla recente situazione del capo ‘ndrina Franco Muto, condannato a 20 anni di reclusione nel processo antimafia “Frontiera” e tornato a scontare i restanti 10 anni di pena agli arresti domiciliari.
La ‘ndrangheta a Cetraro: chi prende le distanze e chi la nega
L'inchiesta ha portato alla luce diverse reazioni contrastanti. Mentre alcuni cittadini si sono pubblicamente dissociati dalla ‘ndrangheta, altri hanno minimizzato la sua presenza nel territorio. Alcuni intervistati, infatti, hanno negato l'esistenza della mafia, definendola una "fantasia" creata dai politici e dalle forze dell'ordine. La reazione da parte di alcuni di loro è stata particolarmente accesa, tanto da arrivare a cacciare l'inviato di Striscia la Notizia con minacce e insulti.
Aggressione all'inviato: un episodio che fa riflettere
Un momento particolarmente teso del servizio è stato l'incontro con un turista di Foggia che, inizialmente dichiarando di non sapere cosa fosse la ‘ndrangheta, ha poi reagito con violenza. Dopo aver minacciato l'inviato l'uomo ha aggredito Macrì con schiaffi e spintoni. Un episodio che dimostra ancora una volta la resistenza di alcune persone a confrontarsi con la realtà della criminalità organizzata, ma anche la pervasività della cultura mafiosa che persiste in alcune zone.
Questo servizio di Striscia la Notizia evidenzia l'importanza del giornalismo d'inchiesta nel combattere la criminalità organizzata. Il lavoro di denuncia e di informazione continua a essere un'arma fondamentale per fare luce sulle dinamiche della mafia e per sensibilizzare l'opinione pubblica sui fenomeni di illegalità che, purtroppo, non sono ancora del tutto sconfitti in alcune aree del nostro paese.