Mare sporco in Calabria la scorsa estate
Mare sporco in Calabria la scorsa estate

Con l’arrivo dell’estate, la Calabria si prepara ad accogliere i turisti, ma le criticità che affliggono il settore balneare restano invariate. Ogni anno si annunciano soluzioni, si promettono miglioramenti, ma puntualmente i problemi si ripresentano, mettendo in difficoltà operatori turistici e visitatori. Uno dei problemi più gravi e ricorrenti riguarda la depurazione delle acque e gli scarichi a mare. 

Investimenti a pioggia ma il problema non si risolve

Nonostante i continui investimenti e i piani di miglioramento, ogni estate si ripetono segnalazioni di mare sporco, divieti di balneazione e sversamenti non controllati. La Calabria vanta un litorale tra i più belli d’Italia, ma l’inadeguata gestione del sistema fognario e depurativo compromette la qualità delle acque, penalizzando l’immagine della regione agli occhi dei turisti.

Impianti di depurazione obsoleti o malfunzionanti

A nulla sembrano servire i controlli annunciati a inizio stagione: la rete di depurazione risulta spesso inefficace e molti comuni si trovano impreparati di fronte all’aumento dei flussi estivi. Gli impianti di depurazione, in molti casi obsoleti o malfunzionanti, non riescono a smaltire adeguatamente i reflui, portando allo sversamento di liquami in mare. A questo si aggiungono scarichi abusivi e allacciamenti illegali, che riversano direttamente in fiumi e torrenti acque non trattate, contribuendo al degrado delle coste. La situazione diventa ancora più critica nei periodi di maggiore afflusso turistico. L’incremento del numero di persone nelle località balneari porta al sovraccarico degli impianti di depurazione, spesso sottodimensionati rispetto alle reali necessità. Il risultato è che, proprio nel momento di massima richiesta, la qualità del mare peggiora, suscitando proteste da parte di residenti, bagnanti e operatori del settore.

Un mare sporco significa danno d'immagine

Le conseguenze sono pesanti: il danno d’immagine è enorme e incide negativamente sul turismo, principale risorsa economica per molte località costiere. Ogni anno, foto e video di acque torbide e maleodoranti fanno il giro dei social network, allontanando potenziali visitatori e scoraggiando il ritorno di chi ha vissuto un’esperienza negativa. Nonostante le ripetute denunce e le promesse di intervento, la situazione rimane pressoché immutata. Servirebbe un piano di controllo rigoroso e continuativo, con sanzioni più severe per chi scarica illegalmente e un monitoraggio costante degli impianti di depurazione. Inoltre, è fondamentale potenziare le infrastrutture esistenti, adeguandole alle reali esigenze della popolazione e del turismo stagionale.

La Calabria non può permettersi di vedere ogni estate il suo mare trasformarsi da risorsa a problema. Senza un’azione concreta e definitiva, il rischio è quello di compromettere definitivamente l’attrattività di una regione che dovrebbe puntare proprio sulla qualità delle sue acque come valore distintivo del turismo balneare.