Omicidio Mormile: il collaboratore di giustizia Salvatore Pace assolto in appello
Milano, assolto in appello Salvatore Pace per l’omicidio Mormile: “Il fatto non sussiste”.

Assolto Salvatore Pace
La Corte di Assise d’Appello di Milano ha assolto Salvatore Pace, collaboratore di giustizia, dall’accusa di complicità nell’omicidio di Umberto Mormile, educatore del carcere di Opera, ucciso dalla 'ndrangheta l’11 aprile 1990 nelle campagne di Carpiano, nel Milanese. La sentenza di secondo grado ha ribaltato il verdetto del processo abbreviato, con cui l’imputato era stato condannato a 7 anni di reclusione, stabilendo che "il fatto non sussiste".
Il processo e la riapertura delle indagini
L’inchiesta sull’omicidio era stata riaperta su richiesta dei familiari della vittima, in particolare del fratello, della sorella e della figlia di Mormile, assistiti dall’avvocato Fabio Repici. Secondo l’accusa, Pace avrebbe fornito supporto logistico per l’agguato, facendo recapitare armi e una moto ai sicari attraverso appartenenti al suo gruppo criminale. Condannato in primo grado, ha ottenuto il proscioglimento in appello, mentre un altro imputato, Vittorio Foschini, ha scelto di non presentare ricorso contro la condanna. La sentenza d’appello chiude così un capitolo giudiziario che aveva riacceso l’attenzione su uno dei delitti più inquietanti legati alla presenza della criminalità organizzata nel Nord Italia.