8 marzo, manifesto dell’Aida per la parità salariale
L’8 marzo non è solo una giornata di celebrazione, ma un’occasione di riflessione, di lotta e di consapevolezza.

L’8 marzo non è solo una giornata di celebrazione, ma un’occasione di riflessione, di lotta e di consapevolezza. Ancora oggi, le donne guadagnano meno degli uomini per lo stesso lavoro. Il divario salariale di genere non è un ricordo del passato, ma una realtà che pesa sulle spalle di milioni di lavoratrici in tutto il mondo. L'Associazione italiana donne ingegneri e architetti di Cosenza (Aida CS) ha deciso di dare voce a questa ingiustizia con un manifesto pubblico per la parità retributiva. Un impegno concreto per superare le disuguaglianze economiche che ancora penalizzano le donne.
Parità salariale: un diritto, non un privilegio
Ogni lavoro ha un valore, indipendentemente da chi lo svolge. Professionalità, impegno e competenze devono essere gli unici criteri per determinare un salario. Eppure, i dati raccontano un'altra storia: in Italia, le donne guadagnano in media il 16% in meno rispetto agli uomini. Un divario che si allarga nei settori STEM e nelle posizioni di leadership. A livello globale, il gap salariale varia tra il 13% e il 20% e cresce ulteriormente per donne migranti, con disabilità o madri, spesso relegate a lavori meno pagati e con minori opportunità di carriera. La parità salariale non deve restare un principio astratto, ma diventare una realtà concreta. Per questo, il manifesto dell'AIDIA CS chiede politiche di monitoraggio costante per identificare e correggere le disparità retributive. La trasparenza salariale è un primo passo essenziale per eliminare le discriminazioni, rendendo pubblici i dati sui salari e garantendo che il merito sia l’unico criterio di valutazione.
Il lavoro di cura
Le donne continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura, spesso non riconosciuto né retribuito. La mancanza di politiche di conciliazione tra vita professionale e familiare penalizza le madri e chi assiste i propri cari, ostacolandone la crescita lavorativa e ampliando il divario salariale.
Un cambiamento possibile solo insieme
La lotta per la parità retributiva richiede un’azione collettiva. Solo unendo le forze, con solidarietà e determinazione, possiamo trasformare la parità salariale da eccezione a norma. Educare e sensibilizzare sono strumenti fondamentali per superare stereotipi e promuovere una cultura di equità e giustizia.
Verso un futuro di uguaglianza
Immaginiamo un domani in cui il genere non influenzi più la retribuzione. Un futuro in cui ogni persona, indipendentemente dalla propria identità, riceva il giusto riconoscimento per il proprio lavoro. Questo manifesto è un passo in quella direzione: un appello alle istituzioni, alle aziende e alla società per prendere posizione e costruire un futuro più giusto.
L’8 marzo non è solo un giorno di celebrazione, ma un monito: la strada verso l’uguaglianza è ancora lunga, ma insieme possiamo percorrerla fino in fondo.
Insieme, per la parità salariale.