Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Il comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria ha eseguito un’operazione che ha portato agli arresti domiciliari tre persone e al sequestro preventivo di 718.426,25 euro nei confronti di 151 soggetti indagati. Le accuse comprendono associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato, falso, sostituzione di persona e accesso abusivo a sistema informatico.

L'indagine

L’indagine, condotta dal gruppo della guardia di finanza di Reggio Calabria e avviata nel 2019 su segnalazione dell’Agenzia delle Entrate, ha smascherato un sistema criminale organizzato per ottenere indebitamente rimborsi IRPEF di grande entità. L’organizzazione acquisiva illegalmente le credenziali di accesso ai servizi fiscali di contribuenti, talvolta con la complicità di pubblici ufficiali infedeli. In questo modo, i responsabili riuscivano a modificare dichiarazioni fiscali e ottenere rimborsi illeciti. Il sistema prevedeva l’inserimento fraudolento di soggetti inesistenti nei nuclei familiari, la dichiarazione di spese sanitarie fittizie e l’indicazione di redditi mai percepiti. Gli indagati si avvalevano di intermediari che reclutavano contribuenti disposti a cedere i propri dati personali, spesso in cambio di una parte del rimborso ottenuto illecitamente.

Oltre mille dichiarazioni infedeli ed i collegamenti con le cosche

Le indagini hanno permesso di identificare oltre 1.200 dichiarazioni infedeli presentate tra il 2016 e il 2022, con indebiti rimborsi per un totale di oltre 718mila euro, di cui 312mila euro finiti direttamente nelle mani dell’associazione criminale. Per evitare di essere scoperti, i membri del sodalizio mantenevano contatti indiretti con i contribuenti e utilizzavano strutture fasulle accreditate presso organizzazioni sindacali. L’inchiesta ha inoltre evidenziato collegamenti con la cosca ‘ndranghetista Pisano, detta “i Diavoli”, operante nella piana di Gioia Tauro. Per ogni rimborso ottenuto, il 40% veniva trattenuto dall’organizzazione, mentre il restante 60% restava al contribuente coinvolto nella frode.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, rappresenta un passo importante nella lotta alle frodi fiscali e alla criminalità organizzata. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero portare a ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.