Tribunale
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Prosegue l'iter giudiziario legato all'inchiesta Recovery, con le udienze preliminari attualmente in corso. Gli avvocati delle persone coinvolte stanno discutendo le rispettive posizioni e avanzando richieste in merito al proseguimento del procedimento giudiziario. Per coloro che hanno optato per il rito ordinario, le difese stanno chiedendo una sentenza di "non luogo a procedere", nella speranza di evitare il rinvio a giudizio. Nel caso degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, invece, si dovrà attendere ancora per conoscere le decisioni della magistratura. L'avvocato Scarpelli, che rappresenta una parte degli imputati, ha optato per il rito abbreviato per uno dei suoi assistiti, mentre per gli altri sette ha scelto di affrontare il rito ordinario. 

L'inchiesta Recovery

​L'inchiesta "Recovery" - coordinata dalla Dda di Catanzaro - è tra le più incisive operazioni volta a smantellare una presunta associazione a delinquere di stampo 'ndranghetistico operante nella provincia di Cosenza. Le indagini hanno portato alla luce attività illecite legate al traffico di sostanze stupefacenti, con l'obiettivo di colpire le reti di potere e il controllo economico esercitato dalle cosche locali. ​L'operazione rappresenta una delle più significative azioni investigative contro la criminalità organizzata nella regione, coinvolgendo numerosi indagati accusati di vari reati, tra cui associazione di tipo mafioso e traffico di droga aggravato dalle modalità mafiose. ​

Conclusione della fase preliminare per il 31 marzo

Attualmente, il procedimento si trova nella fase dell'udienza preliminare, durante la quale il giudice dovrà decidere se rinviare a giudizio gli imputati o emettere sentenze di non luogo a procedere. La conclusione di questa fase è prevista entro il 31 marzo 2025.