Bimbi maltrattati a Paola, parla il padre: "Sono la mia vita. Ho minacciato il compagno della mia ex per rabbia"
L'uomo si difende dalle accuse di aver sparato contro i giornalisti: "Non lo avrei mai fatto"

Il caso dei due bambini di Paola che hanno subito maltrattamenti continua a interessare la televisione nazionale.
Il papà dei bimbi di Paola maltrattati parla a La Vita in diretta
L’ultima trasmissione che si è occupata del caso è La Vita in diretta, programma di Rai 1, che ha intervistato il padre dei due bimbi. “Da quando sono con me e la nonna li vedo sereni – ha detto - anzi, il piccolo non vuole più vedere la madre. Loro sono la mia vita e farei di tutto per loro”.
“Non ho sparato io contro i giornalisti”
L’uomo ha inoltre respinto l’accusa di aver sparato contro i giornalisti: “Non è successo, probabilmente avranno sentito qualche rumore, non lo avrei mai fatto. Quanto al rapporto con i miei figli, non è affatto vero che non mi interessassi, piuttosto era il compagno della mia ex che mi minacciava dicendo che non avrei più dovuto chiamare altrimenti avrebbe ucciso i miei familiari”.
I sospetti sulle violenze contro i bimbi
Il padre dei due bimbi racconta anche di avere avuto dei sospetti: “Un giorno mi chiamò la mia ex compagna dicendomi che il suo nuovo compagno terrorizzava i figli. Di sicuro stava succedendo qualcosa ma non ha avuto il coraggio di dirmelo. E anche i bimbi mi sembravano strani, erano chiusi e non felici come lo sono ora. Il piccolino aveva la mano gonfia e diceva di voler stare con la nonna. Perché ho minacciato l'uomo con un machete? Ero soltanto pieno di rabbia in quel momento per ciò che stava accadendo ai miei figli. Gli ho detto che li avrei uccisi tutti. So che si tratta di un atteggiamento sbagliato, ma volevo che sapesse che per i miei figli c'ero io. Che uomo sei a prendertela con dei bambini? E la mamma dei miei figli che per coprirlo ha dovuto abbandonare loro: non è una cosa umana”.